
Case Study · Private equity / M&A
Cyber due diligence buy-side su un target fintech
- 4 settimanedurata dell’assessment
- 3rischi materiali sul prezzo
- ~€3.1Mesposizione stimata
La sfida
Un fondo di private equity europeo era in fase avanzata di trattativa per l’acquisizione di una scale-up fintech nel settore dei pagamenti. Il target gestiva volumi transazionali in crescita rapida, ma la crescita del prodotto aveva superato quella della funzione di sicurezza, sostanzialmente assente come struttura formale.
Il deal team aveva bisogno di capire, in poche settimane e senza rallentare il processo, se esistessero rischi tecnici o di conformità in grado di influenzare la valutazione, la struttura dell’operazione o le condizioni sospensive. La finestra di accesso ai dati era stretta e il management del target aveva disponibilità limitata.
Il mio approccio
Ho impostato una due diligence mirata sul rischio, concentrando lo sforzo sulle aree che possono spostare il valore: sicurezza dell’architettura di pagamento, gestione delle identità e degli accessi, esposizione dei dati dei titolari di carta e dipendenze da terze parti critiche.
L’analisi ha combinato la revisione documentale della data room, interviste tecniche con i team di ingegneria e sicurezza, e verifiche mirate sulla superficie esterna e sulla configurazione cloud. Ogni rilievo è stato tradotto in un linguaggio comprensibile per il consiglio, distinguendo il rumore dai rischi realmente materiali.
Sono emerse tre esposizioni con impatto potenziale sul prezzo, tra cui una lacuna negli obblighi contrattuali verso un fornitore di infrastruttura chiave e debiti tecnici nella segmentazione degli ambienti di pagamento. Ho fornito una stima dell’esposizione, argomenti negoziali per il deal team e un piano di remediation prioritizzato per i primi 100 giorni.
Il fondo ha usato le evidenze per rinegoziare i termini e ha portato in chiusura una roadmap di sicurezza già condivisa con il management, riducendo l’incertezza al Day 1.
