Photo: Simon Kadula / Unsplash

Case Study · Manifattura

Test di resilienza e incident readiness per un impianto produttivo

  • Resilienza
  • Incident readiness
  • Continuità operativa
  • 3 scenariEsercitazioni condotte
  • −60%Tempo stimato di rilevamento
  • 8 settimaneDal primo scenario al playbook rivisto

La sfida

Un impianto produttivo disponeva di procedure di sicurezza sulla carta, ma non le aveva mai messe alla prova sotto pressione. Nessuno sapeva con certezza quanto tempo sarebbe passato prima di accorgersi di un attacco, né chi avrebbe deciso di fermare o mantenere attive le linee.

La preoccupazione principale non era solo tecnica: un blocco produttivo prolungato avrebbe avuto conseguenze su consegne e contratti. Serviva capire se rilevamento, risposta e continuità operativa reggessero davvero nella pratica.

Il mio approccio

Ho progettato una serie di esercitazioni di scenario calibrate sull’impianto — dal ransomware che risale verso l’OT alla compromissione di un fornitore di accesso remoto — partendo da un tavolo di simulazione con la direzione e i responsabili operativi.

Le esercitazioni hanno misurato cosa venisse effettivamente rilevato, in quanto tempo e con quali passaggi decisionali. Sono emersi punti ciechi nel monitoraggio, ambiguità sui ruoli e assunzioni non verificate sui tempi di ripristino.

Sulla base delle risultanze ho riscritto i playbook di risposta, chiarito le catene decisionali fra IT, OT e produzione e definito criteri concreti per la continuità operativa: cosa fermare, cosa isolare, cosa mantenere.

Un secondo ciclo di test ha confermato tempi di rilevamento più brevi e una risposta più ordinata. L’impianto ha adottato le esercitazioni come pratica ricorrente, non come intervento isolato.

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